La costruzione di una rete profonda e capillare a sostegno delle donne rappresenta uno dei tratti distintivi di questa Amministrazione. A partire dallo scorso 12 marzo sono aperti e resi operativi 3 nuovi centri antiviolenza: via Sisenna nel Municipio VI, via Fortifiocca nel Municipio VII e via di Grottaperfetta nel Municipio VIII dove sono stati seguiti 131 casi nei primi due mesi. Dopo aver già visitato nelle scorse settimane le prime due strutture, insieme alle Assessore Baldassarre e Marzano sono stata presso il Centro “Casale Rosa” nel Municipio VIII.

Una realtà che era inutilizzata e abbandonata dal 2016 e che abbiamo riattivato con un nuovo bando di gara. I numeri fotografano e raccontano quanto fosse drammaticamente necessario garantire questi nuovi presidi sui territori. Nella struttura del Municipio VIII sono state seguite 41 donne vittime di violenza nelle sue diverse articolazioni: maltrattamenti fisici, vessazioni psicologiche, stalking, violenza economica. Le donne vengono supportate da una rete che include professionalità diverse e complementari: psicologhe, avvocate, operatrici antiviolenza, mediatrici culturali.

Vogliamo infatti che le donne, progressivamente, tornino a vivere in piena autonomia, evitando con attenzione qualsiasi approccio assistenzialista. La nostra idea è renderle nuovamente cittadine attive, liberandole da condizionamenti che possono manifestarsi in numerosi modi, troppo spesso anche invisibili agli occhi del resto della comunità. Un altro pericolo che occorre arginare ed eradicare con forza e determinazione risiede nell’indifferenza. Chi assiste in silenzio o si gira dall’altra parte, è comunque da considerarsi colpevole.

I diritti esistono quando vengono attuati. Per questo procediamo nel nostro impegno affinché ogni Municipio sia dotato di almeno un centro antiviolenza, come previsto dal Piano Sociale Cittadino che stiamo ultimando dopo 14 anni di assenza. Ogni territorio deve poter contare su livelli essenziali delle prestazioni, in tutti gli ambiti, mettendo così fine alle sperequazioni territoriali e legate al reddito che per troppi anni hanno mortificato intere aree della nostra città. Per questo è fondamentale restituire certezze e dignità alle donne, promuovendo un cambiamento culturale che si integri in modo organico con un incremento quantitativo e qualitativo dei servizi.

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